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Nicola Terzulli

La “stanza Morandi” a Pian dei Giullari

a cura di M. Donata Spadolini


Polistampa, 2004
Pagine: 120
Caratteristiche: ill. b/n e col., br., 17x24
ISBN: 9788883048104

Collana: Biblioteca della Nuova Antologia / Fondazione Spadolini Nuova Antologia, 15


Settore: A2 / Arte moderna e contemporanea
Anche: DSU1 / Storia


Prezzo: 8.00 €

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La “stanza Morandi” alla “casa dei libri” a Pian dei Giullari, oggi sede della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, è la stanza dove Giovanni Spadolini ha raccolto, insieme agli oggetti e alcuni arredi della casa di Bologna, la sua collezione di opere di Giorgio Morandi. Una piccola e preziosa raccolta che con i suoi complessivi tredici pezzi – un dipinto, un disegno e undici acqueforti – permette di seguire il percorso artistico del grande maestro bolognese.

Il sodalizio fra i due risale alla metà degli anni Cinquanta, quando Spadolini fu chiamato, appena trentenne, a dirigere il «Resto del Carlino» ed ebbe occasione di conoscere Morandi di cui apprezzava l’opera, e in particolare quella grafica che tanto gli ricordava quella di suo padre Guido, morto prematuramente alla fine della guerra. E “Morandi – come scrive Francesco Berti Arnoaldi nella sua introduzione – non è uomo facile ad aprire… la sua confidenza: ma a questo giovane trentenne… che viene a testimoniargli in modo così travolgente la sua simpatia, il Maestro riservato e gentile cede subito”.

Un volume che intende far conoscere – in occasione del duplice anniversario: i dieci anni dalla scomparsa di Spadolini e il quarantesimo anniversario della morte di Morandi – il rapporto intercorso fra questi due grandi personaggi della cultura italiana del ventesimo secolo attraverso l’analisi puntuale delle acqueforti, eseguita con rigore filologico dall’autore. Una collezione che – come afferma Nicola Terzulli – “ha un valore storico non statico, né museale, bensì vivo e dinamico, capace, in quanto tale, di sprigionare ulteriore conoscenza e approfondimento critico, sul doppio versante: del collezionista e dell’autore collezionato”.

Prefazione di Cosimo Ceccuti.
Introduzione di Francesco Berti Arnoaldi.

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